Youssef De Luna: «Gli algoritmi ci propongono quello che potrebbe piacerci, ma così rischiamo di scoprire troppo poco»

Con Citra Scina, Youssef De Luna mette al centro della propria musica l’amore come forza capace di sconvolgere, trasformare e trascinare oltre ciò che conosciamo. Il titolo stesso racchiude questa idea di movimento e trasformazione, giocando tra suggestioni linguistiche e riferimenti simbolici che rimandano al nucleo più profondo del brano.

Nel frattempo, il trasferimento a Milano ha aggiunto un nuovo contesto al suo percorso musicale, fatto anche di open mic e occasioni di confronto con altri artisti. Ma per Youssef De Luna la dimensione indipendente non riguarda soltanto il modo di produrre e pubblicare musica: significa anche interrogarsi sul rapporto con gli algoritmi, sulle categorie in cui rischiamo di rinchiudere noi stessi e sulla difficoltà di raggiungere persone al di fuori dei consueti “cluster”.

In questa intervista racconta la genesi di Citra Scina, il rapporto con il confronto durante la scrittura, i luoghi della musica milanese e le prossime tappe di un percorso che, dopo il singolo, sembra già guardare verso un EP.

“Citra Scina” è un titolo che incuriosisce fin dal primo sguardo. Da dove nasce questa espressione e perché hai sentito che fosse quella giusta per racchiudere l’identità del brano?

Nel ritornello canto: «Riesci a sentire anche tu / questa follia, quest’armonia / che ci trascina». Il sentirsi trascinati da questa forza cosmica che è l’amore mi pareva veramente il cuore del pezzo, il suo nucleo generativo. Scritto poi “Citra Scina”, diventava ancora più evocativo: “citra” in latino significa “al di qua”, mentre “Scina” richiama vagamente la divinità induista Shiva, dio della trasformazione universale, che distrugge e rigenera: l’amore, in effetti, ci sconquassa l’esistenza e ci costringe ad una trasformazione radicale che avviene proprio qui, nell’al di qua, nel nostro corpo.

Da quando ti sei trasferito a Milano hai avuto modo di vivere la città anche dal punto di vista musicale. Quali sono i luoghi, gli spazi o gli ambienti in cui hai creato le connessioni più importanti e dove senti che nascono davvero le opportunità per chi fa musica oggi?

I vari open mic che ci sono mi sembrano un buon luogo di incontro e confronto per che scrive canzoni.

Nel tuo percorso quanto conta il confronto con altre persone durante la scrittura? Sei uno che cerca spesso un parere o preferisci arrivare con le idee già definite?

Solitamente, quando faccio ascoltare una mia canzone a qualcuno, è già conclusa. A volte mi capita di ricevere pareri da persone di cui mi fido su un verso, sulla struttura o sull’arrangiamento del brano: allora provo a fare delle modifiche e se sento che il pezzo gira meglio, le tengo. È una grande fortuna quando capita!

Se dovessi scegliere una canzone del tuo repertorio che ti rappresenta di più oggi, quale sarebbe e perché proprio quella?

Tra le canzoni già pubblicate sicuramente “Citra Scina”, per la capacità che ha di esprimere un’intima esplosione di gioia in modo intimo e allo stesso tempo esplosivo. Sembra una supercazzola ma ti assicuro che, almeno per me, non lo è.

Oggi pubblicare musica è molto più semplice rispetto al passato, ma emergere sembra sempre più difficile. Qual è la sfida più grande che senti di affrontare come artista indipendente?

Riuscire ad arrivare a persone che non fanno parte di un target, di un cluster. Ci stiamo abituando a ragionare sempre di più in questi termini e, ancora peggio, a considerare noi stessi in questi termini. Gli algoritmi ci propongo quello che potrebbe piacerci sulla base delle nostre preferenze già espresse, e va benissimo, a volte si fanno delle belle scoperte. Ma se ci limitiamo solo a questo scopriamo troppo poco di ciò che esiste e, soprattutto, di noi stessi.

Dopo “Citra Scina”, su cosa stai lavorando? È un brano che anticipa un progetto più ampio o preferisci costruire il tuo percorso un singolo alla volta?

Ho altre tre canzoni già registrate e non ancora pubblicate: di queste una sarà il prossimo singolo, l’ultimo prima dell’uscita dell’EP.

Lascia un commento

Blog su WordPress.com.

Su ↑