The Peripheries: fuori dagli schemi, dentro il presente

Ci sono band che guardano al passato per ricostruirne fedelmente le atmosfere e altre che preferiscono usare quel passato come materia da deformare, contaminare e riportare nel presente. I The Peripheries appartengono decisamente alla seconda categoria. La loro musica attraversa new wave, post-punk, darkwave, trip-hop, elettronica e rumorismo senza trasformare nessuna di queste coordinate in un recinto definitivo. Dopo l’EP ā€œA New Oblivionā€ e il primo album ā€œMechanical Reproductionsā€, la band ha continuato a sviluppare un’identitĆ  sonora sempre più personale, portando il proprio live anche oltre i confini italiani.

Al centro del progetto rimane però qualcosa che va oltre la ricerca sonora: l’interesse per le periferie intese non soltanto come luoghi geografici, ma come spazi mentali e sociali dai quali osservare il presente. Alienazione, isolamento, emigrazione, disagio e difficoltĆ  nel trovare un posto nel mondo erano giĆ  elementi centrali di ā€œMechanical Reproductionsā€; con ā€œToo Cool For Schoolā€ quella tensione si sposta verso una dimensione più collettiva, mettendo in relazione la ribellione giovanile con l’isolamento prodotto dalla comunicazione digitale.

Il nuovo singolo, pubblicato il 15 settembre 2026, nasce infatti dall’immaginario della scuola e della ribellione, ma lo utilizza come punto di partenza per parlare di qualcosa di molto più contemporaneo: il bisogno di tornare a incontrarsi fisicamente, condividere uno spazio e trasformare un disagio individuale in un’esperienza comune. Il videoclip, realizzato da Davide Roca con il coinvolgimento degli studenti del Centro Preformazione Attoriale di Ferrara e la collaborazione di Ferrara CittĆ  del Cinema, porta questa idea direttamente dentro una dimensione generazionale.

E mentre ā€œToo Cool For Schoolā€ apre una nuova fase, la band guarda giĆ  al prossimo capitolo: ā€œDĆ©rivesā€, il secondo album, previsto per gennaio 2027, sembra spingere ancora più avanti la componente organica e sperimentale del loro suono, tra nuove influenze e una maggiore libertĆ  compositiva.

Abbiamo parlato con i The Peripheries di ribellione, social, periferie, scrittura, rapporto con le nuove generazioni e del modo in cui un gruppo può continuare a cambiare senza perdere la propria identità.

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1. ā€œToo Cool For Schoolā€ parte da un’immagine apparentemente molto legata alla ribellione adolescenziale, ma nel vostro caso diventa anche una riflessione sull’isolamento contemporaneo e sul modo in cui i social hanno cambiato il rapporto tra le persone. Quanto ĆØ cambiato, secondo voi, il significato di essere ā€œribelliā€ rispetto a quando la musica rock aveva ancora una funzione fortemente antagonista?

La storia della musica come espressione di opposizione ĆØ una lotta tra coerenza e compromessi: da una parte il rifiuto viscerale delle convenzioni, dall’altra l’industria che mastica quella stessa ribellione e la trasforma in merce da scaffale. Chi crea arte e musica deve combattere per difendere la propria autenticitĆ  — a volte con conseguenze estreme, come la tragica storia di Richey Edwards dei Manic Street Preachers.

Oggi le cose si sono fatte ancora più sfumate. I social e la comunicazione digitale hanno dissolto la linea di confine tra ciò che ĆØ reale e ciò che ĆØ solo immagine preconfezionata. Non abbiamo una ricetta magica, ma una certezza sƬ: le cose che contano davvero nascono sottoterra, nei circuiti underground, ai margini, lƬ dove le persone si incontrano davvero, faccia a faccia. Nella musica come nella vita, condividere uno spazio fisico ed emotivo ĆØ l’ultimo, vero atto di resistenza contro il consumo di massa. Oggi, fare sul serio con gli altri ĆØ la forma di punk più radicale che ci sia rimasta.

2. Nei vostri brani convivono new wave, post-punk, darkwave, elettronica, trip-hop e una certa componente rumoristica, ma senza che nessuno di questi elementi sembri diventare un’etichetta definitiva. Quando scrivete, partite ancora dall’idea di una canzone oppure ĆØ il suono a suggerirvi progressivamente che direzione prendere?

La ricerca sonora per noi ĆØ tutto: dĆ  identitĆ , spinge le dinamiche, muove le cose. Ma la veritĆ  ĆØ che deve esserci una canzone solida alla base. Se un pezzo funziona, deve poter reggere in piedi anche completamente nudo, spogliato di qualsiasi arrangiamento. Lo abbiamo testato sulla nostra pelle con ā€œColder Than Your Smileā€, nata come traccia darkwave e finita in versione unplugged tra le vibrazioni di una bossanova. Stessa storia per ā€œPesachā€, trasformata poi in ā€œA Shadow Passing Overā€ per solo voce e pianoforte.

Anche il metodo di scrittura ha una sua bussola precisa. Le canzoni dei Peripheries partono dalle fondamenta: basso e batteria, la sezione ritmica dritta al punto per creare una colonna vertebrale solida. Nell’ultimo periodo ci siamo concessi qualche libertĆ  in più, aprendo le porte alla sperimentazione, ma quell’istinto primordiale continua a battere forte anche nel nostro secondo album.

3. Il vostro primo album ā€œMechanical Reproductionsā€ era attraversato da temi come isolamento, emigrazione, alienazione e impossibilitĆ  di trovare davvero un posto nel mondo. ā€œToo Cool For Schoolā€ sembra riportare queste inquietudini a una dimensione più collettiva: vi interessa sempre di più raccontare non tanto il disagio individuale quanto quello di una generazione?

L’inquietudine e quell’ansia di fondo non se ne sono mai andate, questo ĆØ poco ma sicuro. Quello che ĆØ cambiato ĆØ il modo in cui usiamo la musica: non un soliloquio, ma un’esperienza collettiva, un modo per fare blocco contro l’isolamento algoritmico dei nostri giorni.

Se in ā€œMechanical Reproductionsā€ quel bisogno di fermarsi e respirare prendeva la forma di ā€œMr Xanaxā€, con ā€œToo Cool For Schoolā€ torniamo a scavare nelle radici della new wave e nei luoghi di frontiera. Per noi la periferia non ĆØ una semplice mappa geografica, ma un habitat naturale che ribolle di idee, slang e creativitĆ  spontanea.

4. Il nuovo singolo sarà accompagnato da un videoclip realizzato insieme agli studenti del Centro Preformazione Attoriale di Ferrara. Cosa vi interessava ottenere mettendo in relazione una band con una generazione molto più giovane, soprattutto attorno a una canzone che parla proprio di scuola, adolescenza e senso di estraneità?

Sentirsi bloccati, fuori posto, allergici alle etichette non ĆØ una fase che scade con l’adolescenza: ĆØ uno stato d’animo che attraversa le generazioni. E allora viene da chiedersi: perchĆ© ci ostiniamo a raccontare l’adolescenza come un dramma solitario, filtrato dallo sguardo algido degli adulti?

Con ā€œToo Cool For Schoolā€ volevamo fare l’opposto. La musica diventa uno spazio condiviso dove il disagio si trasforma in connessione, proprio come succede sotto il palco durante un nostro live: il malessere non ĆØ uno spettacolo da guardare da lontano, ma il gancio per far sentire tutti parte della stessa famiglia. Per questo siamo gasatissimi della collaborazione con i ragazzi e le ragazze del Centro Preformazione Attoriale di Ferrara: creare legami veri fuori dagli schemi ĆØ il senso di tutto questo.

5. A gennaio arriverĆ  ā€œDĆ©rivesā€, il vostro secondo album, dopo un periodo in cui avete pubblicato diversi singoli e avete portato la vostra musica dal vivo anche fuori dall’Italia. Guardando oggi al percorso fatto dai The Peripheries, qual ĆØ l’elemento che sentite di aver finalmente messo a fuoco e che nel primo album era ancora in fase di ricerca?

Il tempo ci ha regalato una consapevolezza diversa, una sintonia che oggi ci permette di osare senza paura di deragliare.

In ā€œDĆ©rivesā€ si sente una spinta molto più ā€œorganicaā€, soprattutto nel lavoro sulle voci di tracce come ā€œArchangelā€ e ā€œTorā€, dove ci siamo fatti contagiare dalle vibrazioni folk, oscure e ancestrali di progetti come Lankum e These New Puritans. Ma avere le spalle larghe ci ha permesso anche di accogliere stimoli esterni: il violoncello dissonante di ā€œGradually Then All At Onceā€, i timpani rock e i cori femminili di ispirazione ā€œbulgaraā€ che danno fuoco a ā€œBeogradā€, il nostro prossimo singolo, in uscita a novembre.

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