Con “RAW BOY”, AB ONE sceglie l’autenticità e firma un EP che guarda oltre gli stereotipi della trap

Ci sono progetti che cercano di stupire con effetti speciali e altri che preferiscono costruire un’identità. “RAW BOY”, il nuovo EP di AB ONE, appartiene decisamente alla seconda categoria.

Il rapper veneto pubblica un lavoro di sette tracce prodotto interamente da Sbale, scegliendo di raccontare la propria realtà attraverso una scrittura diretta e un sound compatto, senza rincorrere formule o personaggi costruiti.

Il titolo del progetto anticipa perfettamente ciò che l’ascoltatore troverà all’interno. Raw significa grezzo, autentico, essenziale. Ed è proprio questa la cifra stilistica che accompagna l’intero disco, dove ogni brano contribuisce a delineare un’immagine precisa dell’artista, fatta di ambizione, eccessi, voglia di emergere e momenti di fragilità.

Uno dei punti di forza dell’EP è sicuramente la produzione. Affidare l’intero lavoro a Sbale permette di costruire un’identità sonora coerente, evitando quella sensazione di collage che spesso caratterizza molti progetti contemporanei. Le sonorità si muovono all’interno della trap moderna, con richiami internazionali, beat essenziali e una forte attenzione al groove, lasciando sempre spazio alla voce di AB ONE.

La title track “RAW BOY” apre il progetto come una dichiarazione d’intenti. Non c’è spazio per le mezze misure: il rapper mette subito in chiaro la propria mentalità e la determinazione con cui affronta il percorso artistico. La sensazione è quella di trovarsi davanti a qualcuno che ha deciso di raccontare la propria storia senza cercare approvazione.

L’energia cresce ulteriormente con “Trap Internazionale”, uno dei brani che meglio rappresentano l’influenza della scena estera sul progetto. Il flow accelera, le punchline si susseguono con continuità e l’atmosfera richiama quella delle produzioni americane più contemporanee. È una traccia che dimostra come AB ONE guardi oltre i confini italiani, pur mantenendo un linguaggio personale.

La parte centrale dell’EP è quella più orientata all’impatto. “Jackpot”, realizzata insieme a Kevin Mopao, e “Affari Scomodi” sono due banger costruiti per trasmettere sicurezza, fame e determinazione. Qui la scrittura diventa più aggressiva, sostenuta da beat che non lasciano spazio a pause e che confermano la volontà dell’artista di mantenere alta la tensione lungo tutta la tracklist.

Un cambio di atmosfera arriva con “Lelly Kelly”, probabilmente il brano più leggero del progetto. Senza abbandonare l’attitudine trap, introduce una dimensione più dinamica e spensierata, dimostrando che AB ONE è capace di muoversi anche su registri differenti.

Il momento più significativo dell’EP è però “PILLS PAIN AND DRUGS”. È qui che la corazza si incrina e lascia spazio a una scrittura più personale. La produzione rallenta, il mood cambia completamente e il rapper mostra una vulnerabilità che fino a quel momento era rimasta nascosta. È una scelta importante perché rompe l’equilibrio costruito fino a quel punto e aggiunge profondità al racconto.

AB ONE

La chiusura con “My Choppa” riporta immediatamente il progetto su territori più aggressivi. Beat veloci, metrica serrata e una forte presenza vocale accompagnano la conclusione dell’EP, chiudendo il cerchio con la stessa intensità con cui era iniziato.

Più che raccontare una storia lineare, “RAW BOY” costruisce un’identità. Ogni traccia aggiunge un tassello diverso alla personalità di AB ONE: la determinazione, la fame di riscatto, la sicurezza, ma anche le contraddizioni e i momenti di maggiore esposizione emotiva. Il risultato è un lavoro che, pur rimanendo fedele ai codici della trap contemporanea, riesce a distinguersi grazie alla sua coerenza.

AB ONE è ancora all’inizio del proprio percorso, ma questo EP lascia intravedere basi solide. La scelta di affidarsi a un’unica direzione sonora, la volontà di raccontarsi senza artifici e la ricerca di una cifra stilistica personale rappresentano elementi che potrebbero diventare il punto di forza della sua crescita artistica.

Con “RAW BOY”, il rapper veneto non cerca di dimostrare di essere arrivato. Preferisce mostrare da dove parte. Ed è proprio questa sincerità a rendere il progetto interessante.

Lascia un commento

Blog su WordPress.com.

Su ↑