Disponibile su tutte le piattaforme digitali da venerdì 13 marzo 2026 il primo singolo di Pricci, cantautore anconetano classe 1999. “Sbalzi” segna la prima tappa verso l’uscita del suo EP d’esordio, un brano che si configura come un vero e proprio sfogo verso un passato composto da fatti e incontri che, susseguendosi in un brevissimo lasso di tempo, hanno totalmente stravolto il presente dell’artista.
A volte prendiamo scelte difficili, forti, sperando che queste ci portino dei benefici, ma molto spesso la destinazione del percorso non è quella impostata in partenza e i miglioramenti che ci aspettiamo nella nostra vita sono diversi da quelli che ci eravamo prefissati. In molte occasioni, però, non si riescono a vedere le cose nel loro insieme e ci si ritrova con un’unica domanda che ronza in testa: “ma perché?”.
“Sbalzi”parla proprio di questi momenti in cui tutto sembra nero, quando si ha l’impressione di essere sbagliati o di aver sbagliato tutto, senza riuscire scorgere la luce che invece continua a brillare tutto attorno.
“Ho scritto questo brano in meno di un’ora, nelle prime ore del mattino, alla fine di una notte in cui non riuscivo a prendere sonno e, nell’esatto momento in cui l’ho finito, ho capito che questa canzone poteva funzionare perché non riuscivo a smettere di riascoltarla. Così l’ho mandata al mio amico Luca (che ha costruito insieme a me tutti i miei pezzi) e insieme abbiamo deciso che quello sarebbe stato il primo singolo di Pricci.”
(Pricci)
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Testo e Musica: Pietro Ricci
Base e Arrangiamento: Luca Pio Consilvio
Mix e Master: Alex Bordoni
BIO:
Pietro Ricci, in arte Pricci, è un cantautore anconetano classe 1999. La musica è stata sua compagna fin da quando era un bambino. Da piccolo, infatti, Pietro ascoltava i cd dei suoi genitori da un vecchio stereo nel salotto di casa sua, finché, un giorno, suo padre non è stato costretto a comprargli uno stereo tutto suo, da mettere in cameretta.
L’incontro con la musica suonata avviene però a 14 anni, tra i banchi della scuola superiore. Un giorno, infatti, degli insegnanti di musica arrivano al Liceo Galilei di Ancona per pubblicizzare la loro scuola e, da quel momento, Pietro si innamora follemente della batteria, tanto che inizia a prendere lezioni. Dopo poco più di un anno, insieme a dei compagni di scuola, comincia a suonare in uno scantinato, senza nessun fine concreto se non quello di scoprire la musica insieme. Col passare del tempo, gli scantinati si trasformano in sale prove e studi di registrazione, e quel gruppetto messo su da cinque compagni di scuola inizia a girare per svariati locali delle Marche. Accanto a tutto questo, Pietro sviluppa anche una passione per la scrittura e, utilizzando una vecchia chitarra che ha in casa, inizia a scrivere le sue prime canzoni, che inizialmente propone al suo gruppo e che saranno poi inserite in uno degli album della band.
Durante la pandemia la band si scioglie ed è in questo periodo che Pietro si butta totalmente sulla scrittura dei suoi brani da solista, cercando di mettere in musica la sua quotidianità, iniziando a capire che scrivere lo fa stare bene e che quando si mette a lavorare sulle sue canzoni tutto ciò che c’è all’esterno scompare, come se la musica fosse un interruttore in grado di spegnere i pensieri che affollano la mente e provocano nodi nel petto.
Così si arriva a oggi: di giorno Pietro è un insegnante, mentre di sera si dedica alla musica. Nei suoi brani Pricci racconta dei momenti di passaggio, quelli che levano il sonno, ma spingono a scrivere canzoni. Quello che cerca di fare è unire il passato, quello delle chitarre distorte e delle ore passate a picchiare sulla batteria, con il presente, più dedicato alla scrittura e più affine al nuovo cantautorato “indie” che, in ogni caso, dal 2016 non ha più lasciato le sue orecchie.
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