Se l’esordio di Amado ci aveva abituati a un viaggio ad alta quota, il nuovo album “Barravento” agisce per immersione. È un disco figlio dell’oscurità e del silenzio, dove la malinconia smette di essere rassegnazione per diventare energia elettrica, una boccata d’ossigeno necessaria per chi decide di alzare la testa sopra il pelo dell’acqua.
In questo secondo capitolo, l’artista ligure rivendica il diritto di ignorare le leggi del mercato per assecondare la forma più pura della sua musica: quella che nasce di notte, tra testi che precedono gli arrangiamenti e canzoni che restano ferite aperte. Un dialogo sincero su cosa significhi, oggi, restare eleganti nel rumore costante della discografia moderna.
1. Se Riviera Airlines era un viaggio verso l’esterno, Barravento sembra un’immersione nelle profondità dell’inconscio: in quale momento della giornata componi solitamente per riuscire a toccare queste corde così intime?
Solo la notte. Ne approfitto per scusarmi con i vicini, a cui prometto, in caso di grande successo, di regalare una pianta.
2. Hai dichiarato spesso che la lingua portoghese ha una musicalità intrinseca diversa dall’italiano; come hai lavorato sulla metrica dei testi in questo album per far sì che l’italiano si adattasse ai ritmi spezzati dell’elettronica?
La melodia e il testo arrivano sempre prima del vestito musicale, dell’arrangiamento. Per questo è il genere che più sembra appropriato ad ogni componimento, ad essere plasmato, e non il contrario.
3. C’è un brano nel nuovo disco che hai faticato a “chiudere” perché troppo distante dalla tua zona di comfort abituale?
“Disturbia”, la più dolorosa. Infatti non è una canzone chiusa.
4. La malinconia rimane un filo conduttore della tua produzione, ma in questo album appare meno rassegnata e più “elettrica”: è un riflesso di come stai affrontando la realtà oggi?
Ci sono momenti, canzoni, in cui uno alza la testa dall’acqua per prendere una boccata d’aria. Probabilmente è questo il momento elettrico.
5. Molti artisti della nuova scena cercano il tormentone immediato, mentre tu sembri puntare sulla costruzione di un’atmosfera sospesa: quanto coraggio serve oggi per essere “eleganti” nel mercato discografico?
Ritengo che per creare qualsiasi progetto musicale che abbia l’ambizione di arrivare al cuore di qualcuno, ci si debba dimenticare del mercato discografico. Quando i pianeti si allineano, e succede molto raramente, allora il progetto sincero incontra anche il favore del mercato.
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