“Rambla” di Morìs: quando l’urban italiano ritrova il corpo

Nel panorama urban italiano, sempre più orientato alla serialità delle uscite e alla velocità del consumo, Rambla arriva come un corpo in movimento.

Con questo singolo, Morìs non si limita a pubblicare una nuova traccia, ma introduce un’idea diversa di musica: fisica, rituale, pensata per essere vissuta prima ancora che ascoltata.

Il brano inaugura la Swag Music, progetto che prende le distanze dalle definizioni rigide di genere per muoversi in una zona ibrida, dove afro-house, elettronica e hip hop convivono senza gerarchie. Rambla è costruita su un ritmo afrodigital caldo e tribale, che spinge naturalmente al movimento, ma non rinuncia a una dimensione narrativa e simbolica.

La festa, qui, non è mai fine a sé stessa. È uno spazio di trasformazione. Il club diventa un luogo di passaggio, quasi iniziatico, in cui sensualità e spiritualità si intrecciano. Le immagini evocate nel brano richiamano fuoco, desiderio e catarsi, componendo una notte sospesa tra istinto e consapevolezza. Non c’è fuga nel ritmo, ma presenza totale.

Dal punto di vista estetico e culturale, Rambla dialoga con l’eredità della Futuristic Swag, la corrente nata ad Atlanta tra il 2007 e il 2012 che aveva reso la trap più luminosa, libera e fashion. Morìs ne raccoglie lo spirito e lo reinterpreta in chiave afro-elettronica e gotica, costruendo un suono tridimensionale fatto di bassi profondi, groove tribali e synth spaziali. Il risultato è un’identità sonora riconoscibile, che non rincorre il trend ma lo riscrive.

Il singolo è anche il punto di partenza di un progetto più ampio che guarda al live come spazio centrale dell’esperienza musicale. Rambla nasce per il palco, per il corpo, per il rito collettivo. Una scelta controcorrente in un’epoca in cui la musica rischia spesso di esaurirsi nello schermo.

Con Rambla, Morìs firma un debutto coerente e consapevole. Non urla, non semplifica, non cerca l’effetto immediato. Propone una visione in cui il ritmo è identità e la notte diventa un luogo di rinascita. La Swag Music inizia così: con un passo deciso, radicato nel corpo e proiettato in avanti.

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