Con Nonostante tutto, i Dellai arrivano finalmente al primo album con la consapevolezza di chi ha deciso di prendersi il proprio tempo. Dopo una serie di singoli che ne avevano messo in luce la sensibilità melodica e l’urgenza emotiva, il duo compie il passo più delicato: trasformare un percorso frammentato in un racconto coerente. Il risultato è un disco che non cerca scorciatoie né colpi di scena, ma lavora sulla solidità, sulla scrittura e sulla durata emotiva delle canzoni.
Il titolo è già una dichiarazione d’intenti: Nonostante tutto parla di resistenza, di sentimenti che restano anche quando le certezze vacillano. L’album si muove su coordinate intime, raccontando relazioni, fragilità e momenti di sospensione con uno sguardo più maturo rispetto al passato. Se nei primi brani dei Dellai l’urgenza emotiva era spesso il motore principale, qui emerge una scrittura più misurata, capace di trattenersi senza perdere intensità.
Dal punto di vista sonoro, il disco mostra una maggiore coerenza. Le atmosfere pop-cantautorali restano centrali, ma vengono gestite con equilibrio, evitando sovrastrutture inutili. Gli arrangiamenti accompagnano i testi senza sovrastarli, lasciando spazio alle parole e alla narrazione. Anche nei momenti più leggeri o immediati, si avverte una direzione chiara, segno di un’identità finalmente definita.
Il vero punto di forza dell’album è però la sua crescita emotiva. Nonostante tutto non è un disco che cerca l’effetto o la frase memorabile a ogni costo, ma un lavoro che punta alla sincerità. I Dellai sembrano meno interessati a dimostrare e più concentrati a raccontare, scegliendo la vulnerabilità come linguaggio principale. È una maturazione che non passa dalla complessità tecnica, ma dalla capacità di stare dentro le emozioni senza enfatizzarle.
Nel complesso, Nonostante tutto rappresenta un passaggio cruciale nella carriera dei Dellai: un album che non rivoluziona il loro immaginario, ma lo rende più credibile e solido. Un esordio sulla lunga distanza che conferma il progetto e lo colloca con maggiore chiarezza nel panorama pop-cantautorale italiano, dimostrando che crescere non significa perdere fragilità, ma imparare a darle una forma.
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