Angelica Del Nibbio ci racconta “Il profilo del mare” e il primo passo nel mondo da cantautrice

Con “Il profilo del mare”, Angelica Del Nibbio inaugura il suo percorso ufficiale da cantautrice. Un brano nato in maniera spontanea e diventato il manifesto del suo primo EP, tra atmosfere intime e immagini naturali che parlano di lentezza, radici e memoria. Abbiamo avuto l’opportunità di scambiare quattro chiacchiere con Angelica per scoprire cosa si cela dietro il singolo e come si sviluppa il suo processo creativo.

Il profilo del mare è il tuo primo singolo ufficiale: cosa ti ha spinto a scegliere proprio questo brano come esordio del tuo percorso da cantautrice?
Ciao e grazie per le domande!!!
«Credo sia il primo brano dopo anni di scrittura di cui sono sinceramente soddisfatta. È nato in maniera molto spontanea, parallelamente alla stesura della musica e da subito l’ho sentito adatto ad aprire la pista agli altri brani.»

Hai raccontato che il brano è nato un pomeriggio molto caldo a Firenze e che ha attraversato diverse versioni nel tempo: quanto questo processo di riscrittura ha inciso sull’emotività finale del pezzo?
«Sì, musicalmente è cambiato tante volte! Potremmo fare un EP con solo le versioni iniziali del brano. La scrittura e la linea melodica sono rimaste le stesse, certo è che se cambia l’arrangiamento cambia il sapore del pezzo… però siamo stati abbastanza fedeli all’emozione originaria del pezzo.»

Il mare sembra avere un ruolo fortemente simbolico nel testo. Cosa rappresenta per te “il profilo del mare” e perché hai sentito il bisogno di renderlo il centro della narrazione?
«È stata la prima frase che ho scritto, la musica mi ha portata lì. A canzone fatta posso dire che è un po’ il simbolo cardine del pezzo: tutte le altre immagini ruotano attorno a quello, quindi potrebbe simboleggiare la lentezza del tempo estivo.»

La canzone si muove su atmosfere intime e sospese, quasi fuori dal tempo. È una dimensione che senti più vicina al tuo modo di scrivere o è stata una scelta consapevole per questo esordio?
«In generale questo è un filo che segue un po’ tutto l’EP, quindi sì, direi che fa parte proprio della mia scrittura.»

Hai anticipato che il singolo è parte di un primo EP: che tipo di continuità ci sarà tra “Il profilo del mare” e i prossimi brani, sia a livello tematico che sonoro?
«Direi la natura in generale e le mie radici maremmane: molto dello scritto è legato alla terra dei miei nonni.»

Nel tuo processo creativo sembra esserci molto spazio per l’istinto e per le immagini naturali. Come lavori sull’equilibrio tra spontaneità e costruzione quando scrivi una canzone?
«Scrivo di getto, parallelamente sia testo che linea melodica… registro tutto quello che mi viene in mente come se fosse un freestyle e poi correggo successivamente quello che ho scritto, eliminando o aggiungendo ciò che ritengo “bello” o “giusto”.»

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